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Cobas Scuola indicono sciopero contro quiz Invalsi

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Contro la scuola-quiz e la scuola miseria, lo sciopero martedì 13 maggio alle medie e superiori indetto dai COBAS della scuola. Il 13 mattina davanti al Liceo scientifico “F. Quercia!” di Marcianise presidio degli studenti del Collettivo Sempre in Lotta di Caserta. Con la spinta della neo-ministra Giannini che, malgrado gli insuccessi dei suoi predecessori, insiste diabolicamente con gli indovinelli per giudicare scuole e docenti, è ripartita oggi l’insulsa e distruttiva macchina dei quiz Invalsi. E, per fermare la protesta di docenti ed Ata, sono ripartiti anche gli abusi e le illegalità di tanti presidi-padroni, che hanno sostituito docenti in sciopero, cambiato gli orari dei quiz, accorpato classi, non rispettato le decisioni di tanti Collegi docenti ostili agli indovinelli.
Il 13 saranno in piazza a protestare contro i quiz Invalsi anche gli studenti di Sempre in Lotta di Caserta, che in un loro comunicato affermano: “ I pochi finanziamenti statali, o quelli delle aziende, diventano un miraggio per pochi eletti. Quindi, per decidere a chi lasciare queste briciole, serve una classifica. Ecco, l’Invalsi serve a fare questa classifica. Boicottiamo i test perché non ci vogliamo rendere complici di questo disegno. Il diritto allo studio è un diritto che va garantito a tutti, lo Stato deve dare a tutte le scuole i fondi necessari. Come Collettivo studentesco Sempre in Lotta di Caserta saremo impegnati nei prossimi giorni in una campagna di controinformazione nazionale nelle scuole dove siamo presenti per invitare gli studenti al boicottaggio e alla mobilitazione. Il nostro appello non si rivolge solo agli studenti ma anche ai docenti, colpiti in prima linea dai tagli come noi. Uniamoci nella lotta per una scuola pubblica, di massa e di qualità!”: Ricordiamo che gli scioperi dei COBAS-scuola sono promossi anche per restituire a docenti ed Ata gli scatti di anzianità e 300 euro mensili di aumento come parziale recupero del salario perso negli ultimi anni, per dire NO ai soldi alle scuole private, alla riduzione di un anno della scolarità, ai BES, alle classi-pollaio; per massicci investimenti nella scuola pubblica, per l’assunzione stabile dei docenti ed ATA precari e la definitiva garanzia del mantenimento del ruolo docente per gli “inidonei”, per il pensionamento immediato dei Quota 96.

 


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